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Lungo termine significa Investimento

Ciao a tutti,

vi voglio ringraziare per aver scelto di iscrivervi alla seconda edizione del nostro Concorso Letterario. Sento il bisogno di descrivervi come è nata questa idea, gli obiettivi che ci proponiamo nel portarla avanti. Nasce da un bisogno, il bisogno di condividere e di costruire sulla condivisione.

Ognuno di noi cresce ascoltando storie, comunica narrando di sé e di persone, conosciute e immaginate: ecco l’invito a scrivere/condividere un racconto.

Poi, ci accorgiamo che alcune di queste storie hanno dei punti in comune, a volte sono legate da un filo conduttore, e così cerchiamo di fare sintesi: ecco l’invito a scrivere/condividere un saggio.
Di più. 

Oggi il benessere viene considerato e trattato da business. Faccio lo psicoterapeuta e non trovo niente in contrario a che le prestazioni professionali vengano pagate. Allo stesso tempo, proprio perché faccio questo lavoro non posso fare a meno di notare i danni che derivano dal business “a breve termine”, il cosiddetto “vinco – perdi”, in cui l’obiettivo è convincere le persone a fruire dei miei servizi, indipendentemente dal fatto se questi servizi le siano realmente utili o meno.

Ora, chi studia psicologia, chi opera come psicologo si confronta continuamente con l’ascolto di sé e degli altri. Noi di Sefap siamo dell’idea, e sappiamo bene di non essere soli in questo, che gli psicologi abbiano precise responsabilità e gli strumenti adeguati a fornire un valido contributo al benessere sociale.

Fra questi strumenti consideriamo la capacità di intuire le risorse delle Persone, di accompagnarle a prenderne consapevolezza e a sperimentarsi per costruirle e realizzarle. 

Ancora. 

Noi psicologi abbiamo gli strumenti, concettuali e comunicativi, per integrarci con gli esperti di altre discipline, come la medicina, l’arte, lo sport, la tecnologia, l’economia. Come portatori di una competenza cosiddetta “trasversale”, sappiamo riconoscere i confini del nostro contributo, che può soltanto, anzi, che deve porsi al servizio e in rete con le altre aree di lavoro e di espressione delle Persone.

Attraverso questo Concorso vogliamo portare il nostro piccolo contributo alla consapevolezza e alla condivisione di questa responsabilità da parte di chi si occupa di psicologia.

Per noi la condivisione è base solida e imprescindibile su cui costruire, mettere in comune, formare e appartenere a una comunità in questo modo ci proponiamo di realizzare un’economia concreta, “a lungo termine”, che lascia sullo sfondo i vantaggi immediati, “a breve termine”, per ottenere risultati autentici, duraturi. 

Il mio obiettivo è che la Persona che si è rivolta a me stia bene. Così, talvolta mi accade di accorgermi che un collega, o un esperto di un’altra disciplina potrebbe esserle più utile. Sta a me inviarla, certo di portare un prezioso contributo al benessere della comunità, e certo che questo gioverà anche a me.

concorso letterario psicologia

È chiaro che la condivisione non è sempre facile, non va sempre via “liscia”, e che possiamo ritrovarci coinvolti in confronti duri, rimanere su posizioni contrastanti. Allo stesso tempo, da gestaltista, considero la diversità scomoda e utile, un rischio e un’opportunità di crescita, anche quando, purtroppo, non si riesce a integrare le differenti posizioni.

Lungo termine significa investimento. Una frase o un concetto di un saggio, un’immagine o una descrizione di un racconto, una canzone che ci colpisce, sono tutti investimenti. Tante volte mi hanno sostenuto, accompagnato nel prendere una decisione importante per la mia vita; tante volte mi hanno permesso di entrare in contatto, di sostenere un paziente, di offrirgli uno spunto per rimettere in movimento le sue risorse.

La mia grande soddisfazione sta nella risposta che ci avete dato iscrivendovi. Questa conferma la bontà dell’idea, non il carisma di chi l’ha proposta. Difatti, conoscete me, Matteo, Edoardo, Michele, Veronica, Giacomo e gli altri, solo attraverso i nostri scritti, il nostro lavoro e gli inviti che vi abbiamo mosso.

Ci piace pensare che avete trovato valida la nostra proposta, al punto di attivarvi e produrre un vostro lavoro.

Prima di salutarvi, vi chiediamo una piccola indulgenza, vi invitiamo cioè a mettervi un poco nei nostri panni. Già nella prima edizione del Concorso ci siamo trovati davanti a scelte faticose. I vincitori sono in tutto sei, ma i lavori interessanti e validi sono assai di più. E quindi? Che fare? Come non disperdere queste risorse? E, soprattutto, come metterle in... comune? Prima idea potrebbe essere una pubblicazione. Non escludiamo di arrivarci, anzi. Tuttavia, le nostre risorse economiche sono tutt’altro che infinite (...conoscete degli sponsor disposti a investire in un’impresa culturale...?). Inoltre, e questo lo sperimentiamo sulla nostra pelle ogni giorno, una pubblicazione, un libro, per quanto valido e prestigioso, presenta difficoltà nella diffusione. 

A questo proposito, stiamo per approntare una rivista, che seguirà le linee guida descritte in queste pagine e sulla quale pubblicheremo anche i migliori elaborati partecipanti al Concorso.

Bene, vi saluto e aspetto con serena...ansia di gustarmi i vostri lavori

 

Luca Strambi

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