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Joker: perché riguarda ognuno di noi?

Joker è un noto personaggio dei fumetti, storico antagonista di Batman, nato dalla collaborazione di Bob KaneBill Finger e Jerry Robinson circa 80 anni fa. In questo lungo periodo è stato interpretato in modi diversi, ha cambiato personalità, caratteristiche e quant’altro. Vorremmo condividere alcune considerazioni ispirate dalla visione di “Joker”, film uscito di recente che ne ripercorre la genesi. Le nostre riflessioni saranno di natura generale, senza spoiler o riferimenti specifici alla trama.

Il male nasce solo da relazioni malate

È difficile classificare Joker come un “cattivo”, poiché egli è un prodotto di relazioni insane, di una continua incuria emozionale, di un ascolto negato o falsificato. Il male non riguarda mai l’individuo, ma è qualcosa che si coltiva nei rapporti, nella misura in cui non ci si prende cura degli altri e dei loro bisogni.

Il male prolifera in culture sociali in cui vengono incoraggiati l’individualismo, l’indifferenza e la legge del più forte, motivo per cui, potenzialmente, ne siamo tutti responsabili. Quando non si dà valore alle voci che chiedono aiuto, quando si toglie a qualcuno la dignità e il diritto di esistere, la persona infatti non riesce a esprimere la parte di sé che ama e desidera, rifugiandosi in quella che odia e disprezza.

 

Ognuno di noi potenzialmente è Joker

Jung, nel suo lavoro sugli archetipi, descrive l’Ombra come quella componente dell’uomo che non conosce civiltà, poiché governata da istinti impronunciabili e da impulsi irrefrenabili. Egli sostiene che ogni archetipo è “collettivo”, poiché queste componenti esistenziali sono alla base dell’esperienza di ognuno di noi. Joker, potremmo azzardare, incarna l’Ombra che si ribella contro la società che emargina i diversi e contro lo sfarzo e l’indifferenza del mondo dei ricchi, colpevoli di riversare la propria bruttezza sui più deboli.

Tutti ci possiamo identificare con le sue frustrazioni, fino a provarne compassione.

Tuttavia, egli agisce in modo distruttivo e si comporta come un folle, laddove noi siamo abituati a reprimere le emozioni, arrivando a negarle del tutto. Il fascino del personaggio è nella sua capacità di trasgredire le regole, di infrangere le barriere tra emozione e azione, ma la sua aggressività ci spaventa, perché solitamente proiettiamo la nostra negli altri.

Questo accade soprattutto quando ci confrontiamo con la diversità, che si tratti di immigrati, malati mentali, figli omosessuali e vicini di casa. La diffidenza nasce da questo tipo di proiezione, e ci impedisce sempre l’incontro produttivo con l’altro.

 

La malattia mentale rende invisibili

La peculiarità di Joker, in ogni sua apparizione letteraria e cinematografica, è la follia.

Noi vorremmo sottolineare il peso di quel senso di esclusione, di incomprensione, di invisibilità che caratterizzano tanto il personaggio quanto le persone a cui viene attribuita questa etichetta. Joker si sente accettato soltanto quando si comporta in modo anticonvenzionale e violento, nel caso contrario infatti nessuno si accorge di lui, al punto che non è sicuro di esistere. “La cosa peggiore della malattia mentale è che tutti si aspettano che tu ti comporti come se non l’avessi”. Tutti si fermano al primo impatto del personaggio: la sua devianza dalla norma. Nessuno prova veramente a capirlo, perché è più facile giudicarlo in base ai propri criteri. Quando non si è disposti a mettersi in gioco in un rapporto, si attribuisce sempre all’altro l’incapacità di comunicare.

Allo stesso modo, il malato mentale è scomodo, apparentemente impenetrabile. Potrebbe sentirsi abbandonato, trascurato, poiché non è facile avvicinarsi alla sua rappresentazione del mondo. Impegnarsi per far sentire gli altri riconosciuti, visti e apprezzati, non è però un atto caritatevole: è umanità, responsabilità e alfabetizzazione emozionali.

Per concludere, potremmo riassumere queste riflessioni in una domanda: quali criteri usiamo per relazionarci con il diverso… che sia dentro o fuori di noi?

CONSIGLIAMO A TUTTI LA VISIONE DEL FILM!

 


Fonti

Philipps T. (2019), Joker, Warner Bros

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