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A cosa serve scrivere, oggi?

Per molti scrivere è un’esperienza unica, emozionante e frastornante, qualcosa che non ha bisogno di secondi fini. Ha ben espresso questo vissuto uno dei partecipanti del Concorso Letterario, rispondendo alla newsletter che abbiamo inviato recentemente.

Sento il cuore battere all'impazzata mentre scrivo, lo stesso genere di emozione che spero di suscitare in chiunque possa leggere le mie storie. Quando scrivevo, dal semplice tema in classe, fino al messaggio di buon anniversario per i miei fidanzati, ho sempre ricercato questo: l'elogio dell'emozione e l'espressione della stessa. Mi sento in pace con il mondo quando scrivo, e fortunata e grata e innamorata nel dare alle parole senso, ordine, sensualità e armonia.  Mi sento come un pianista quando accarezza i tasti del suo pianoforte o quando un violinista elogia le note del suo violino.”

Di fatto, vorremmo scavare più in profondità nella questione, cercando di rispondere a una domanda che nasce sia dall’organizzazione del Concorso Letterario che dall’esperienza personale come lettori e scrittori: A COSA SERVE SCRIVERE, OGGI?

Per cercare di rispondere nel modo più autentico possibile, e per darvi un’idea degli scambi che stanno nascendo con molti di voi, useremo dei passaggi significativi che abbiamo estrapolato dalle vostre risposte, ringraziandovi per la generosità e prontezza con cui avete dato un feedback alla nostra proposta di dialogo.

Scrivere serve a fissare e a trasmettere le nostre idee!

A chi non è mai capitato di avere il cervello in fumo, con le idee che si accavallano e che scalpitano per avere la nostra attenzione? Può succedere durante la chiacchierata con un amico, grazie alla lettura di un libro particolarmente intenso o mentre stiamo studiando per preparare un esame universitario. Ecco, scrivere può essere un buon modo, a volte l’unico, per riuscire a mettere in ordine e a comunicare il nostro flusso interiore e i nostri insight, liberandoci così dall’inquietudine delle idee inespresse.

Mi resi conto di quanto una storia potesse essere forte nel trasmettere un’idea. Le storie intessono i nostri ricordi, come direbbe il buon Bruner, e influenzano atteggiamenti, valori, pensieri. Scrivere una bella storia mi avrebbe permesso di abbattere i limiti del tempo e dello spazio, e di far viaggiare le mie idee per incontrare quante più persone possibili.”

Quel qualcosa mi ha spinto a scrivere molte idee, ispirazioni che ogni tanto si intrufolavano nella mia mente, soprattutto durante le ore passate a studiare. Mi fermavo, scrivevo, riprendevo a studiare.”

Scrivere serve a conoscerci meglio, e a farci conoscere!

Quante volte ci è stato consigliato, a volte con leggerezza o, in alcuni casi, come prescrizione per il nostro benessere: SCRIVI. Ormai è indiscutibile, scrivere può essere uno strumento introspettivo e terapeutico. Quante inconfessabili verità abbiamo affidato all’inchiostro? Quante cose di noi abbiamo scoperto? Riteniamo che sia vitale, in particolare nella nostra professione, prendersi del tempo per interrompere gli agiti e riflettere sul nostro vissuto attraverso la scrittura. Ma scrivere non ci aiuta soltanto a conoscerci, bensì ci permette di trovare nuove modalità con cui comunicare chi siamo e come ci sentiamo alle altre persone, ci permette di farci conoscere più in profondità. 

“Ho sempre amato l’arte della scrittura; lungo la mia vita ha rappresentato sia uno strumento terapeutico di auto-aiuto che un’occasione di far conoscere agli altri le mie caratteristiche più nascoste, ma anche più vere.”

“Io amo tanto scrivere, attraverso la scrittura riesco a buttar fuori parti di me che nemmeno credevo di avere. La scrittura è terapeutica.”

“Per me anche solo aver avuto la possibilità di comporre un racconto tanto prezioso è stato un momento catartico, duro, di estrema riflessione, ma liberatorio, e non voglio che questa esperienza diventi fine a sé stessa.”

Scrivere serve a creare una cultura di prevenzione e di ascolto!

Articoli divulgativi, blog tematici, riviste e newsletter sono tutti strumenti per diffondere e costruire una cultura di prevenzione. Tuttavia, il pericolo che spesso si corre è l’autoreferenzialità. La scrittura, di fatto, dovrebbe come prima cosa educare alla lettura e all’ascolto, perché non ha alcun senso scrivere con un linguaggio specializzato e brillante se dall’altra parte c’è chi non ha strumenti per comprendere, per lasciarsi “contaminare” dalla lettura di ciò che gli stiamo proponendo.

“Sono fortissimamente convinta che in un'ottica positiva di promozione di una cultura del ben-essere e della salute psichica serva coltivare l'etica dell'ascolto, dell'interiorità e della condivisione. La narrazione è certamente una sommatoria di tutti questi diversi elementi e restituisce uno spazio altamente terapeutico a tutte le persone.”

Ho scoperto quanto sia per me fondamentale e costruttivo fermarmi a mettere in ordine le idee inerenti allo studio e all'esperienza, clinica e non, attraverso la scrittura. La scrittura, in questo senso, rappresenta per me un tentativo di comunicare, direttamente o indirettamente, il lavoro che svolgo dentro e fuori alla "mia stanza" ad una comunità di colleghi che ha desiderio di contaminarsi attraverso la condivisione di idee, pratiche, esperienze, etc...”

Scrivere serve a costruire e mantenere relazioni, anche a distanza!

La distanza, soprattutto in questo momento storico, è un limite concreto. Per alcuni può diventare un vincolo insormontabile, per altri un vero e proprio alibi per sottrarsi dalla relazione. La scrittura, attraverso il suo potenziale infinito di condivisione, è uno strumento fondamentale per mantenere in vita alcuni rapporti altrimenti destinati a spegnersi. In questo senso, cerchiamo per primi di dare l’esempio: come potremmo prenderci cura della relazione con voi se non attraverso la scrittura?

Tutto questo mi ha fatto ricordare quando da ragazzina scrivevo agli amici di penna, sparsi per il mondo. Ricordo l’impaziente attesa delle loro risposte, il controllo, pressocché quotidiano, della cassetta delle lettere. Erano amici di penna, mai visti, sconosciuti, ma si faceva intenso lo scambio di fotografie, cartoline e lettere. Aiutavano a sognare, ad imparare nuove lingue, nuove culture, fantasticando viaggi di autonomia, crescita ed evasione.”

“La scrittura è una delle mie passioni; quando scrivo, entro in una dimensione così intima che, raccontarla al mondo diventa una sfida personale che richiede come ogni cosa esperienza: impegno, coraggio, fatica e sacrificio... ripagati poi dalla soddisfazione di aver condiviso una parte di sé e dalla gratitudine verso tutti coloro che hanno voluto leggerci.”

 

Siamo riusciti anche grazie al vostro contributo a identificare queste risposte alla domanda che ci siamo posti. Certamente non saranno esaustive, ma sono per noi dei pilastri fondamentali per portare avanti l’iniziativa e gli intenti che tanto ci animano. Adesso vorremmo girarvi la stessa domanda, fiduciosi di riuscire così ad ampliare la consapevolezza di ognuno rispetto a questa tematica: A COSA SERVE SCRIVERE, OGGI?

Vi invitiamo a rispondere e a inviarci le vostre riflessioni alla nostra mail:

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Michele Lollobrigida
Author: Michele LollobrigidaEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Roma

Psicologo clinico

Collaboratore di Sefap e articolista per Concorso Letterario Nazionale.
Vincitore del Concorso Letterario Nazionale, edizione 2018.
Lavora come Compagno adulto per bambini e adolescenti. Co-conduttore di gruppi psicoeducativi per bambini di età scolare


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