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I libri che aiutano: quando la cura arriva dalle parole

Durante i giorni un po’ surreali della quarantena, chiusi in casa, con le proprie preoccupazioni con cui fare i conti, tante situazioni da mettere in “pausa” e nuove abitudini da dover instaurare, per molte persone la lettura è stata di grande aiuto. Ho sempre pensato che i libri abbiamo il potere di tenere compagnia (vi ricordate il bimbo della “Storia Infinita”, chiuso in soffitta, nel bel mezzo di un temporale, trova rifugio in un libro fantastico…), perché ci permettono di evadere e di riflettere, sono un’occasione di dialogo con noi stessi, ma anche con il mondo esterno.

Le storie sono uno strumento di salvezza: per come la vedo io, l’arte del raccontare e del leggere può davvero CURARE! Perché i libri hanno il potere di trasportarci nell’esistenza di qualcun altro, in luoghi lontani, in epoche diverse… Possono farci scorgere scenari alternativi, farci vedere le cose da una certa distanza e con una differente prospettiva. Ebbene sì, i libri possono alleviare le sofferenze e ben supportare un percorso di cura e crescita personale: queste, a grandi linee, le basi della “biblio-terapia”.

Nata negli anni ’30, questa disciplina sostiene che i libri possono aiutare la persona che soffre a mettersi in discussione, a potenziare le proprie capacità intellettive e a promuovere un percorso di analisi e cambiamento. I libri “giusti” possono “curare” diverse forme di disagio psicologico, possono aiutare ad ammorbidire alcuni aspetti caratteriali che fanno soffrire, possono metterci di fronte ad uno specchio e aiutarci a “riflettere”.

Anche io, molto spesso, prescrivo libri, oppure li regalo ai miei pazienti alla fine del loro percorso: mi piace scegliere con cura il racconto giusto, ispirandomi alla loro storia, a ciò che mi hanno narrato e al viaggio che abbiamo fatto insieme. Uso il libro come valido co-terapeuta, perché in un racconto puoi trovare le parole per ciò che più intimamente sta capitando anche a te, ti fornisce immagini per elaborare i tuoi ricordi, ti offre riflessioni per guardare in faccia le tue emozioni. A questo proposito diceva Pennac "UN LIBRO BEN SCELTO TI SALVA DA TUTTO, PERSINO DA TE STESSO"!

Il lockdown appena vissuto, l’emergenza sanitaria che ancora stiamo affrontando, l’enorme portata di questo evento e ciò che ha introdotto nelle nostre vite ha senz’altro determinato un bel mix di emozioni, comuni più o meno a tutti.  In molti abbiamo la sensazione che qualcosa lì fuori sia cambiato, si cammina (più o meno) a distanza, si cerca di evitare il contatto, baci e abbracci per rivolgersi cenni di saluto sono banditi dal nostro repertorio comportamentale (questione che per noi Italiani del Sud è pressoché impossibile!): insomma, ci viene richiesta la necessità di accettare la nuova situazione e di adattarci a nuove abitudini e a eventuali nuovi scenari, un cambiamento che può dare adito a timori, perplessità e disagio.

Bene, anche in questa occasione, la lettura può venirci incontro e sostenerci. Come? Due libri fanno proprio al caso nostro: si tratta di “Sostiene Pereira” profondo ed eterno romanzo di Antonio Tabucchi, e “Lungo petalo di mare” della meravigliosa Isabel Allende. Due scrittori molto diversi, distanti millemila km, italiano ma portoghese di adozione l’uno e peruviana, cilena di adozione l’altra; hanno saputo dare vita con la loro penna a due magnifici personaggi, altrettanto diversi, ma entrambe intensi per la loro umanità: un giornalista e un medico, entrambi spettatori dei cambiamenti che la storia impone ai loro paesi, dovranno guardarsi dentro e tirar fuori il coraggio per non subire il cambiamento, ma, al contrario, per poter FARE il cambiamento, fuori e dentro di loro, per guadagnarsi un posto nel loro mondo totalmente cambiato. Due romanzi intensi e talmente belli che ci inviteranno a guardare al cambiamento come qualcosa di inevitabile e costruttivo.

Le parole insegnano e guariscono tante ferite, leggere libri può essere fonte di benessere, come diceva Flaubert “non per divertirsi, come fanno i bambini, o per istruirsi, come fanno gli ambiziosi, ma semplicemente per vivere…”

 


Riferimenti bibliografici:

  • Rachele Bindi (2019). “I libri che fanno la felicità”, Vallardi editore, Firenze
  • Tiziano Cornegliani (2015). “La farmacia dei libri: rimedi per l’anima”, Amazon editore, Torino
  • Antonio Tabucchi (1994). “Sostiene Pereira”, Feltrinelli editore, Milano
  • Isabel Allende (2019). “Lungo petalo di mare”, Feltrinelli editore, Milano
Valentina Franzese
Author: Valentina FranzeseEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Psicologa dell’Età Evolutiva e Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Interpersonale

Ho conseguito un master in “Assessment dell’età evolutiva e sostegno alla genitorialità” e un Master sul “Trattamento delle dipendenze comportamentali e da sostanze”.
Il mio “debutto” come psicologa è avvenuto nel mondo del sociale, dove ho lavorato per più di10 anni: centri di recupero per tossicodipendenti, centri diurni per minori a rischio sociale e psicologico, strutture di sostegno per famiglie multiproblematiche e case-famiglia.
Attualmente svolgo attività privata, occupandomi di minori, adolescenti, adulti e sostegno alla genitorialità, presso studi privati e offrendo consulenza presso alcune scuole dell’infanzia.


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